Differenza tra dialisi ed emodialisi

Un tecnico di dialisi e emodialisi che spiega il processo di dialisi a un paziente.

Purtroppo l’insufficienza renale cronica colpisce circa il 7% della popolazione adulta in Italia, con oltre 70.000 persone sottoposte a dialisi. Si tratta di una terapia fondamentale per sostituire la funzione renale, e si divide principalmente in emodialisi e dialisi peritoneale. Ma qual è la differenza tra queste due tecniche? Se vuoi sapere tutto quello che c’è da sapere, assicurati di leggere questo articolo fino alla fine. Buona lettura!

Differenza tra dialisi ed emodialisi

Lo specialista sta revisionando l'apparecchiatura per la terapia di sostituzione renale continua, la pompa di infusione e la macchina per emodialisi e dialisi

Quando si parla di insufficienza renale cronica, la dialisi è praticamente una terapia salvavita. Tuttavia, spesso c’è molta confusione tra i termini “dialisi” ed “emodialisi“. Prima di tutto, è importante chiarire che l’emodialisi è una tipologia di dialisi, la più diffusa, ma non l’unica. Di per sé, la dialisi è un trattamento che sostituisce alcune delle funzioni vitali dei reni. Principalmente si parla di rimozione delle scorie e dei liquidi in eccesso dal sangue. Esistono due principali tipologie di dialisi e la differenza fondamentale sta nel metodo di filtrazione del sangue. L’emodialisi si utilizza una macchina esterna (il dializzatore), mentre nella dialisi peritoneale si sfrutta la membrana interna del corpo (il peritoneo).

Emodialisi

In questa procedura, il sangue del paziente viene fatto passare attraverso un “rene artificiale” (dializzatore), cioè una macchina che filtra le impurità e i liquidi in eccesso. Il sangue purificato è poi rinfuso nel corpo. L’emodialisi si esegue in ospedale o in un centro dialisi, con sedute di circa 3-4 ore, 2-3 volte a settimana.

Dialisi peritoneale

Questa tecnica utilizza il peritoneo, una membrana che riveste la cavità addominale, come filtro naturale. Un liquido di dialisi sterile si introduce nell’addome attraverso un catetere per assorbire le scorie e i liquidi in eccesso. Successivamente, il liquido è drenato e sostituito. La dialisi peritoneale può essere eseguita a casa, e il paziente è più autonomo.

Vantaggi e svantaggi delle metodologie

Entrambe le tecniche presentano vantaggi e svantaggi, che devono essere valutati insieme al medico in base alle specifiche esigenze del paziente. L’emodialisi è più efficace nella rimozione rapida delle scorie, ma richiede spostamenti in centro dialisi e una dieta stretta. Al contrario, la dialisi offre più autonomia e flessibilità, ma richiede una buona manualità e saper gestire bene il macchinario.

Se ti trovi in questa situazione, sappi che è sempre necessario consultare un medico specialista per individuare il trattamento più adatto al tuo caso.

Come funziona la dialisi peritoneale (DP)?

Un medico senior mostra la diagnosi sul portatile al paziente malato, spiegandogli la malattia e il trattamento farmacologico durante la visita di controllo nella sala d'attesa. Medico e donna parlano della differenza tra dialisi e emodialisi

La dialisi peritoneale offre un approccio alternativo all’emodialisi per il trattamento dell’insufficienza renale cronica. Abbiamo già visto che sfrutta una membrana naturale del corpo: il peritoneo. Ma come funziona esattamente questo processo? Iniziamo dicendo che il peritoneo è una membrana sottile che riveste la cavità addominale e gli organi interni. È ricco di vasi sanguigni, il che lo rende ideale per fungere da filtro. Nella DP, un liquido sterile chiamato dialisato si introduce nella cavità peritoneale attraverso un catetere impiantato chirurgicamente nell’addome. Successivamente, si verifica un processo di scambio. Attraverso il peritoneo, le impurità e i liquidi dal sangue passano nel liquido di pulizia (il dialisato).

Tipi di dialisi peritoneale

Esistono due principali tipi di dialisi peritoneale, la prima è la Dialisi Peritoneale Ambulatoriale Continua (CAPD). In questa modalità, il paziente esegue manualmente gli scambi di dialisato durante il giorno, in genere 3-5 volte. Il liquido deve permanere nell’addome diverse ore (“tempo di permanenza”). Questo permette una depurazione continua del sangue. La seconda tipologia si chiama Dialisi Peritoneale Ciclica Continua (CCPD) o Dialisi Peritoneale Automatica (APD). In questo caso, gli scambi sono eseguiti automaticamente da una macchina (cicler) durante la notte, mentre il paziente dorme. Quest’ultimo metodo offre maggiore libertà al paziente durante il giorno.

Il drenaggio

Dopo un determinato periodo di tempo (il tempo di permanenza), il dialisato, ormai carico di scorie e liquidi, viene drenato dalla cavità peritoneale attraverso il catetere. Conseguentemente, è raccolto in una sacca di scarico. Il ciclo si ripete con l’infusione di nuovo dialisato. In generale, possiamo dire che oltre alla maggiore autonomia, la DP offre una depurazione più dolce e continua rispetto all’emodialisi. In più, c’è meno impatto sull’organismo.

L’insufficienza renale: ecco quando è necessaria la dialisi

Le mani dell'infermiera stanno sistemando la siringa per estrarre sangue dalla sacca di sangue per preparare dialisi e emodialisi

I reni svolgono un ruolo cruciale per la nostra salute: filtrano le scorie dal sangue e regolando i liquidi e producono ormoni. Tuttavia, quando non funzionano più correttamente, si parla di insufficienza renale. Questa condizione può essere acuta (improvvisa) o cronica (progressiva). La tipologia cronica arriva un momento in cui la dialisi diventa indispensabile per la sopravvivenza. Tuttavia, è importante sottolineare che la dialisi non è una cura, ma una terapia di supporto che sostituisce alcune delle funzioni vitali dei reni. Si ricorre alla dialisi quando i reni hanno perso gran parte della loro capacità di funzionare, circa l’85-90%, e non riescono più ad eseguire alcuni compiti, come i seguenti.

Eliminare efficacemente le scorie

L’accumulo di sostanze di scarto nel sangue può causare gravi problemi di salute, tra cui nausea, vomito, affaticamento, difficoltà di concentrazione e, nei casi più gravi, coma.

Regolare i liquidi

I reni sani mantengono l’equilibrio dei liquidi nel corpo. Quando non funzionano correttamente, i liquidi possono accumularsi, causando gonfiore alle gambe, difficoltà respiratorie e aumento della pressione sanguigna.

Controllare gli elettroliti

Gli elettroliti (come potassio, sodio e calcio) sono minerali essenziali per il corretto funzionamento di muscoli e nervi. I reni aiutano a mantenerne l’equilibrio. Uno squilibrio elettrolitico può causare aritmie cardiache e altri problemi seri.

Come si valuta la necessità della dialisi?

Generalmente, ci si basa sui seguenti dati:

  • Esami del sangue: misurano la concentrazione di scorie (come creatinina e urea) e gli elettroliti nel sangue.
  • Velocità di filtrazione glomerulare (VFG o GFR): questo valore stima la capacità dei reni di filtrare il sangue. Un VFG inferiore a 15 ml/min indica una grave compromissione della funzione renale e spesso la necessità di dialisi.
  • Sintomi del paziente: anche la presenza di sintomi come affaticamento estremo, nausea persistente, vomito, mancanza di appetito, gonfiore generalizzato o difficoltà respiratorie è importante. Può indicare la necessità di iniziare la dialisi.

Cos’è e come funziona il rene artificiale nell’emodialisi?

Urologia e trattamento della malattia renale dialisi e emodialisi

Quando i reni non funzionano più a sufficienza, l’emodialisi utilizza una macchina chiamata “rene artificiale” o dializzatore per purificare il sangue. Questo dispositivo svolge il lavoro che normalmente farebbero i reni sani: filtra le scorie e i liquidi in eccesso dal sangue. Durante una seduta di emodialisi, il sangue del paziente si preleva attraverso un accesso vascolare,  solitamente è una fistola arterovenosa nel braccio, cioè un collegamento chirurgico tra un’arteria e una vena. Da qui si passa attraverso il dializzatore.

All’interno del dializzatore, il sangue scorre attraverso una serie di fibre o membrane sottili. Queste sono semipermeabili, cioè permettono il passaggio di alcune sostanze (come le scorie e l’acqua in eccesso) ma non di altre (come le cellule del sangue e le proteine). Contemporaneamente, all’interno del dializzatore, scorre il dialisato, una composizione chimica simile al sangue, ma senza le scorie.

Le scorie e i liquidi in eccesso presenti nel sangue passano attraverso le membrane nel dialisato, che viene poi scartato. Il sangue purificato è quindi restituito al paziente attraverso l’accesso vascolare. Quindi il rene artificiale funziona come un filtro che pulisce il sangue, rimuovendo le impurità e i liquidi in eccesso. Il processo si ripete per diverse ore, di solito 2-3 volte a settimana, per garantire una corretta depurazione del sangue.

La dialisi come parte del trattamento sostitutivo renale

paziente di dialisi e emodialisi infermo a letto in ospedale in attesa

Quando i reni non riescono più a filtrare efficacemente le impurità dal sangue, la dialisi è un’ancora di salvezza. Immagina questa terapia come un ponte che collega un luogo brutto e difficile, ad un’oasi vitale. Questo è il ruolo della dialisi nella terapia sostitutiva renale. Si tratta di una tecnologia che supporta il corpo, rimuove scorie e liquidi in eccesso. Esistono diverse tipologie di dialisi, si possono personalizzare in base alle esigenze del paziente. Significa che i pazienti possono vivere una vita migliore, in attesa di un trapianto o come terapia a lungo termine.

Conclusioni

Abbiamo visto come la dialisi e l’emodialisi sono due terapie essenziali per chi soffre di insufficienza renale cronica. La distinzione tra i due metodi è cruciale. L’emodialisi utilizza un “rene artificiale” per filtrare il sangue. Al contrario, la dialisi peritoneale offre un’alternativa, sfruttando una membrana naturale del corpo, il peritoneo, per la depurazione. Entrambe le tecniche, emodialisi e dialisi peritoneale, presentano vantaggi e svantaggi. La scelta dipende dalle specifiche esigenze e condizioni del paziente. Per questo motivo, la decisione su quale tipo di dialisi intraprendere deve essere presa in accordo con il nefrologo. Lo specialista, valutando il caso, saprà consigliare la soluzione più adatta e che crei meno problemi dal punto di vista logistico. È fondamentale infatti ricordare che la dialisi, pur non essendo una cura definitiva, rappresenta un valido supporto. Se sei tra coloro che hanno perso la funzionalità renale, sai bene di cosa stiamo parlando. Sono tecniche che permettono una buona qualità di vita, tutto sommato. In alcuni casi, sono un vero e proprio “ponte” verso il trapianto. La dialisi non bisognerebbe vederla come una fine, ma un nuovo inizio. Un’opportunità per continuare a vivere una vita attiva e soddisfacente. Se hai dubbi o sospetti problemi renali, consulta sempre il tuo medico.

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